Luciano Rispoli Psicologia: I Disturbi Cardiocircolatori

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Luciano Rispoli Psicologia: I Disturbi Cardiocircolatori

Stress e disturbi cardiocircolatori sono strettamente correlati, come ha dimostrato da tempo la ricerca scientifica. Lo stress (quello cronico, negativo) produce tra l’altro, infatti, il colesterolo (quello negativo, LDL), che a lungo andare danneggia le arterie. Ma il maggior problema delle malattie cardiocircolatorie – oggi è stato accertato – non è tanto il cortisolo quanto una condizione emotiva alterata, nonché l’ansia, l’infiammazione e il disfunzionamento del sistema neurovegetativo. La presenza esagerata e cronica di rabbia fa alzare, tra l’altro, la pressione arteriosa. La rabbia dovrebbe essere una “ultima spiaggia” quando, cioè, si vivono situazioni di ingiustizia forte, quando non ci si sente capiti e ascoltati, e quando non riescono altre modalità per modificare tutto ciò: la Forza calma, il Prendersi l’altro e portarselo dalla propria parte, la Dolcezza. Una diminuzione dell’eccessiva reattività emotiva è, dunque, di grande beneficio per il sistema cardiocircolatorio: l’emotività negativa troppo compressa finisce per esplodere in disturbi vari, danneggiando anche il cuore e la circolazione. Un altro nemico del funzionamento sano – come abbiamo detto – è la presenza dell’ansia. L’ansia è un sintomo collegato allo stress ma anche alla gamma dei disturbi d’ansia. L’ansia è connessa a un’attivazione di tutti i sistemi d’allarme dell’organismo umano, ma questo attivarsi non può durare a lungo perché produce squilibri e danni permanenti. All’allarme e all’attivazione dovrebbero seguire la disattivazione e l’allentamento; fasi che permettono il rigenerarsi dell’organismo a tutti i suoi livelli. Una buona regolazione neurovegetativa è altrettanto importante, ed è intimamente legata ai problemi di ansia, di stress, di attivazione esagerata e cronica.

La condizione di vagotonia luciano rispoli psicologiasalvaguardia dagli spasmi arteriosi e genera un buon equilibrio bio-chimico dell’organismo. Ma allora possiamo fare qualcosa che sia da prevenzione dell’infarto e dell’angina pectoris? Abbiamo strumenti per agire in modo benefico su queste problematiche? La psicologia Funzionale da tempo studia lo stress e il funzionamento psico-corporeo dell’essere umano. E dunque oggi abbiamo metodologie e tecniche che modificano nel profondo questi funzionamenti alterati, ripristinando condizioni normali meno negative per la salute, ripristinando un benessere di fondo. Ci sono tecniche mirate a riaprire o potenziare alcune ben determinate Esperienze di Base, esperienze fondamentali che, se consolidate positivamente in infanzia e adolescenza, danno luogo a Funzionamenti altrettanto fondamentali per la vita delle persone. E si tratta di tecniche che agiscono a livello multidimensionale, mente-corpo. Ci sono tecniche che aiutano in modo specifico le Esperienze di Base più implicate nei problemi cardiocircolatori e più utili per aiutare la prevenzione e la salute, e cioè: la Calma, il Lasciare, l’Allentare il Controllo, la Forza calma, il Prendersi l’altro e portarselo dalla propria parte, il Benessere.

Noi possiamo diminuire gli eccessi di tensione muscolare in vari distretti del corpo, aiutando il drenaggio dei tessuti e migliorando la circolazione in genere, attraverso specifici movimenti e massaggi del profondo. La terapia del respiro è un altro punto nodale per la prevenzione dei disturbi del cuore. Ricostituire una respirazione diaframmatica spontanea profonda crea vagotonia, restituisce sollievo a tutto il sistema che regola gli equilibri delicati dell’organismo: pressione sanguigna diminuita, vasodilatazione invece che vasocostrizione, frequenza del battito cardiaco rallentata. L’intervento Funzionale si è dimostrato utile anche per diminuire i livelli di infiammazione, con la diminuzione delle citochine pro-infiammatorie. L’intervento Funzionale (fatto di terapia del respiro, terapia del movimento, terapia delle posture e manipolazione profonda dei muscoli, terapia delle emozioni e dei pensieri) è valido non soltanto come strumento di prevenzione ma anche come coadiuvante nelle cure. La terapia Funzionale apre una pagina di speranza nuova anche per chi ha già subito un infarto o è già caduto sotto sofferenze cardiache. Dare un sostanziale aiuto all’organismo, nei termini che abbiamo sopra descritto, permette infatti di rendere ancora più efficaci tutte le cure mediche del caso.


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