Luciano Rispoli Psicologia: L’Asma, come curarla e prevenirla

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Luciano Rispoli Psicologia: L’Asma, curarla e prevenirla.

L’asma sempre più spesso si presenta in età molto precoce, sia per l’aumento dell’inquinamento dell’aria, sia per un notevole accrescersi delle difficoltà del sistema immunitario del bambino piccolo (in specie quando manca l’allattamento materno).

Ma non è solo l’inquinamento atmosferico a essere una delle cause dell’asma che è costituita da una complessità di funzionamento, è multifattoriale. Oggi le ricerche più avanzate, riguardanti l’alimentazione non corretta e lo squilibrio della flora batterica intestinale con la prevalenza di batteri negativi, ci dicono che il sistema immunitario ne viene indebolito. Si è scoperto da non molto, infatti, che l’intestino è il secondo cervello; ma posizioni più avanzate affermano che il cervello è in realtà diffuso in tutto l’organismo. E dunque la salute dipende da come funziona l’intero organismo umano.
È quanto da tempo sostengo nelle mie ricerche, nella mia pratica di anni, che hanno portato a una visione olistica della persona, mente-corpo integrati, che costituisce uno dei punti centrali del Neo Funzionalismo. Oggi siamo arrivati a comprendere che il sistema immunitario è profondamente legato agli altri grandi sistemi dell’organismo umano, e in particolare al sistema neurovegetativo (per la presenza di uno squilibrio verso la simpaticotonìa che è l’apparato della vigilanza), il sistema motorio, il sistema endocrino, il sistema sensoriale e il sistema respiratorio. Ed è proprio l’alterazione della respirazione che è risultata fortemente connessa al disturbo dell’asma.

La respirazione, in questa patologia, è molto “alta”, tutta nel torace, o meglio ancora nella parte alta del torace; ed è tutta “trattenuta” verso l’alto, quasi in inspirazione cronica. La respirazione toracica è quella che produce forte attivazione di tutluciano rispoli psicologiata la persona permettendo di usare forza e affrontare situazioni, ed è quella che il sistema neurovegetativo verso la simpaticotonìa (con la produzione della classica adrenalina). Ed è perciò che possiamo dire che l’asma è collegata a un atteggiamento generale di vigilanza e di allarme, a un senso di preoccupazione che sfocia in un dover affrontare sempre “di petto” la vita, a un dover farsi forza (anche se non la si ha in pieno) a tutti i costi, a un dover resistere.

E’ vero che una respirazione di questo tipo aiuta a diminuire sensibilità ai dolori, ad affrontare dispiaceri, a farsi forza, ma andrebbe usata solo quando è veramente necessaria; ma se un bambino vi deve ricorrere spesso perché la sua vita quotidiana è piena di difficoltà, finisce per usarla continuamente, in modo automatico e inconsapevole, e se la trascina negli anni come un’alterazione divenuta ormai cronica.
Gli alveoli sottoposti a sforzo continuo per questo respiro tirato tutto verso l’alto, “sovraccaricati”, non riescono più ad allentarsi e facilmente si stringono in una condizione di “spasmo”, non riuscendo più a svuotarsi e a permettere una respirazione normale.

L’intervento più importante messo oggi a punto dalla psicologia Funzionale per l’asma (a parte i medicinale specifici) è una trasformazione radicale di questa difficoltà respiratoria del soggetto, e dell’atteggiamento di sforzarsi a tutti i costi che vi è collegato.
Attraverso massaggi particolari profondi, una adeguata terapia del respiro, tecniche specifiche, la terapia Funzionale riesce a modificare questa dinamica alterata; e dal trattenere tutto verso l’alto si può passare ad un salutare e benefico fluire verso il basso.
La persona acquista un modo di esprimere la forza diverso, centrato, nella propria “pancia”; acquista una consistenza che le permette di affrontare il mondo con meno sforzi e meno agitazione. Inoltre, una terapia che agisce su più livelli psico-fisici, permette anche di migliorare la risposta “allergica” (che è una delle componenti importanti dell’asma) agendo sul terreno dei neuromodulatori biochimici.

Certo, su questa direzione la ricerca dovrà fare ulteriori passi, ma nel frattempo le sofferenze per i malati di asma possono essere enormemente alleviate: basti pensare che, oggi, se un attacco d’asma arriva a un paziente durante una seduta di psicoterapia, con le tecniche particolari della terapia Funzionale può essere completamente risolto. A parte la terapia, dobbiamo domandarci, però, se possiamo fare qualcosa per diminuire l’incidenza dell’asma soprattutto in bambine e bambini. Come consigli per realizzare una prevenzione abbastanza efficace, possiamo suggerire due punti:
– innanzitutto facciamo in modo che i piccoli non debbano sempre essere in una condizione di all’erta, di battaglia, di dover fare tutto di petto e con la forza; per la loro salute sono fondamentali i momenti di calma, di allentamento, di disattivazione.
– come secondo punto, è importante tenere sotto osservazione la respirazione dei nostri bambini sin da quando sono piccoli. È importante che la respirazione rimanga il più possibile diaframmatica quando la bambina, il bambino sono in una condizione di non attivazione forte, di non dover fare esagerati sforzi. E respirazione diaframmatica significa che la pancia si alza durante la inspirazione e poi, si abbassa durante la espirazione mentre i polmoni si svuotano di aria, con una piccola pausa dopo che la pancia si è abbassata prima della nuova inspirazione.

Fare attenzione a questi segnali, che in fondo sono facili da osservare, permetterà di evitare problemi molto più gravi nell’ulteriore sviluppo della vita del bambino.


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