Luciano Rispoli: Il problema delle Paure nei Bambini Piccoli

A cura di Luciano Rispoli

Il cognitivo e l’emotivo

Nella nostra società si dà molta importanza alle attività intellettive, all’apprendimento su di un piano soprattutto logico e cognitivo. Pensare, ragionare sono azioni “nobili”, il piacere, l’emozione, il corpo sono vissuti quasi una cosa secondaria.

Fin dall’infanzia è difficile che il bambino venga aiutato a conservare un significativo e profondo contatto con il proprio corpo.

I complessi meccanismi dall’istituzione scuola, primo vero momento di socializzazione allargata, sono molto importanti per il processo educativo in atto. Il loro entrare nella vita del bambino piccolo è denso di numerose conseguenze che vanno viste con grande attenzione, specie laddove gli obiettivi, espliciti od impliciti, sono ancora orientati soprattutto all’apprendimento. Troppo spesso ci sentiamo dire (e con orgoglio!), da chi ci presenta i programmi della propria scuola dell’infanzia, che sono previsti l’insegnamento precoce dell’inglese e del computer. Pensando, così, di fare il meglio possibile per il bambino nella vita di oggi, come se si dovesse approfittare di quell’età per non perdere il presunto treno delle capacità di imparare.

Le paure

Le paure infantili ci appaiono indubbiamente collegate ad un intrecciarsi di fattori oggettivamente presenti, ma anche soggettivamente percepiti durante tutto l’arco dello sviluppo evolutivo, a partire dalle primissime fasi.

Così di volta in volta, dalle anamnesi familiari svolte, si evidenziano angosce dovute ad una carenza della Protezione nelle cure materne, o ancora sensi di colpa misti a un senso di annichilimento di fronte alla collera dei genitori di cui si teme di perdere l’affetto, o ancora un senso di svuotamento e inadeguatezza rispetto alle critiche e alle svalorizzazioni eccessive.

 Il bambino, la bambina non protetti sufficientemente soffrono di paure[1]: a volte paure esageratescuola di psicpoterapia e ingiustificate. Soffrono di paure anche se non ce ne sono i motivi reali. Si possono svegliare di notte con paura, avere paura ad affrontare situazioni particolari o esperienze nuove.

Per questo possono arrivare a cercare protezione molto spesso, anche inconsapevolmente, anche con persone non sempre più adatte a proteggere.

Bisogna capire che una bambina, un bambino possono sì essere amati, visti e ascoltati, ben tenuti: eppure può accadere che i genitori non abbiano saputo far sentire loro la Protezione. Spesso i genitori insistono che il figlio dorma nel suo lettino nella sua stanza anche se ha paura, perché pensano che gli faccia bene. Non vogliono che dorma nel lettone con loro (dove però si sentirebbe protetto) perché sono convinti che in questo modo si vizi. Spesso minimizzano le paure del figlio, della figlia, o li forzano esageratamente a sfidare le loro paure; anche se genitori amorevoli.

I mostri che appaiono nei giochi e nelle storie costruite dai bambini rappresentano appunto questi aspetti di paure profonde, sono e angosce inconsapevoli legate a frustrazioni subite e a forti paure vissute; e a volte possono essere anche l’immagine trasformata di quegli stessi adulti che li hanno spaventati o non protetti a sufficienza, visti come terribili e onnipotenti nella loro “gigantesca” statura (rispetto alla statura piccola e alla fragilità del bambino).

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