Luciano Rispoli |il rapporto tra Psicologia e Medicina | Rivista

Autore Luciano Rispoli

RIVISTA DI PSICOLOGIA |  Psicologia e Medicina

EDITORIALE n. 3 Dicembre 2015

E’ possibile oggi continuare a separare scienze diverse? Si può ancora parlare di scienze esatte riferendosi alle discipline che studiano le leggi del funzionamento della natura e di scienze non esatte riferendosi alle discipline umanistiche? E’ ancora possibile considerare oggettive le scienze mediche e soggettive quelle psicologiche, prendendo in considerazione solo pensieri, vissuti ed emozioni? Ma si può poi ancora affermare che vissuti ed emozioni non siano in connessione profonda con il corporeo? Con i sistemi fisiologici, con le sensazioni, con il motorio?

Tutte le scoperte degli ultimi anni (in varie e differenti rami della scienza) ci dicono che non è così. Oramai appare pienamente accertata una visione integrata dell’essere umano. Sempre più si fa spazio una concezione unitaria della persona, in cui non è più possibile scindere il mentale dal corporeo: un Sé costituito da tutte le Funzioni psico-corporee unitariamente e pariteticamente, un Sé visto come organizzazione di tutti i Sistemi Integrati che lo compongono.

Ma allora lo stesso lo si può e lo si deve dire per le malattie, i disturbi, le alterazioni. Innanzitutto non esistono malattie solamente fisiche e malattie soltanto mentali; non sono il corpo o la mente ad ammalarsi ma la persona intera, con tutti i suoi Sistemi (come sosteniamo da tempo nel Neo-Funzionalismo). E su questa medesima linea di evoluzione scientifica va guardato anche lo stare bene, lo stato di benessere, che è qualcosa di molto più che la semplice assenza di malattie.

Non basta dire, però, che mente e corpo sono integrati: bisogna comprendere a fondo le interrelazioni che collegano tutti i Sistemi Integrati (Neurologico, Emotivo-Cognitivo, Neurovegetativo, Endocrino, Immunitario, Senso-Motorio); bisogna arrivare a conoscere come agire su di un Sistema e quali sono gli effetti che si hanno sugli altri Sistemi, per potere agire sulla persona su più fronti, in modo multidimensionale, e ottenere i risultati positivi che ci si è prefissi.

Dunque, molto cammino deve essere ancora fatto in questa nuova direzione; anche se una grande parte di questo cammino è già stata percorsa da chi ha tenuto in considerazione l’integrazione mente-corpo.

E in questo numero della nostra rivista vogliamo procedere ancora ulteriormente in questa direzione:

 – presentando punti di vista autorevoli quali quelli del prof. Bottaccioli (fondatore della PNEI)

 – ma anche i risultati molto positivi e incoraggianti di numerose ricerche (che da tempo stiamo portando avanti) sugli effetti di interventi con le nostre metodologie Funzionali su persone che hanno sofferto o soffrono di malattie anche molto gravi come quelle oncologiche o le patologie reumatiche croniche


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